Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

Sono comunque sagace

nonostante tutto, rimango un uomo sagace.
e vaffanculo al mondo.
e ci sono cose importanti nella vita, *essenziali*, e sono la vita stessa e la morte.
oggi, riunione di lavoro.
domani ricomincio a lavorare, con grande gioia del mio portafoglio e meno del mio cervelletto.
buttata lì, la notizia che uno degli ospiti storici del dormitorio dove lavoro è morto.
45 anni circa, marocchino, alcoolista sfasciato.
morto per problemi ai reni e al fegato, da solo come un cane in un ospedale a 6000 km. da casa sua.
non era un mio amico, lo conoscevo perchè grazie a lui ci campavo.

 


però porcodio, sono quelle cose che ti entrano dentro e ti fanno qualcosa, anche se sei il peggior pezzodimerda del mondo.
o almeno a me fanno così, mi fanno male, perchè su una cosa talmente *grande* come la morte di una persona che conosci tu non puoi farci un cazzo.
magari somatizzi la cosa, bevi un bicchiere [macabro, a pensare che questo è morto per problemi con l’alcool] alla sua e da dopodomani non ci pensi più.
però ti rimane, ti rimane che puoi proclamare di sfondare il mondo e su queste cose invece devi fare silenzio, tenerti il groppo nello stomaco e portarle a casa.
puoi fare il rivoluzionario in patagonia o andare a parigi e sparare sulla polizia. ma a me le cose che mi segnano sono anche queste, le cose che sono talmente atroci e disperate e che riguardano l’esistenza stessa di persone che calcano le stesse mie strade per anni, magari a mia insaputa.
poi puoi stare a recriminare sulle occasioni perse, sulle cazzate piccoloborghesi che a volte ci capitano, però ti trovi davanti queste cose, e dovresti solo stare muto.
avrei voluto vomitare odio verso il mondo, ma non ci riesco, sono qui a parlare di altro, e probabilmente non ve ne frega un cazzo.
probabilmente mi faccio fregare da frasi con le quali mi riempio la bocca dell’Internazionale Situazionista, ma tant’è [ Coloro che parlano di rivoluzione e di lotta di classe senza riferirsi esplicitamente alla vita quotidiana, senza comprendere ciò che vi è di sovversivo nell’amore si riempiono la bocca di un cadavere.
Comitato Enragés – Internationale situationniste Parigi, maggio 1968
]
vado a dormire, con assalti frontali [ ti volevo / non chiedevo altro che di essere dov’ero / ora sono il pazzo che è in me / lo spietato con me / se fossi più sicuro di me / non andrei a sanguinare la mia bocca / una mattanza / su un pugno di ragazzi pazzi di speranza ]nelle orecchie perchè se mi devo scegliere i *cattivi maestri* me li scelgo con stile.

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