Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

La dura legge del gol

il titolo non ci azzecca nulla nè con il contenuto ermetico di questo post [no, neanche se lo rileggete al contrario troverete dei legami fra la canzone del compagno Max Pezzali e quanto di cui sotto] nè con il resto del mondo.
prima notizia sconvolgente: è morto Eddie Guerrero. Per chi non lo sapesse, un wrestler ispanoamericano. Per quello che me ne frega, lo ricordo in una foto con in mano una sciarpa dell’atalanta “fieri di essere bergamaschi”. Altro che globalizzazione, se devo pensare a come cazzo ha fatto a finire quella sciarpa nelle mani di un brainless iperpalestrato.

seconda notizia sconvolgente: sto lavorando, o fingo di farlo. Sono esattamente le 1.15 della notte fra domenica 13 novembre e lunedì 14 novembre. Oggi ho collezionato la bellezza di 17 ospiti, 7 assenze e una persona accolta in emergenza. Come si può intuire, faccio l’operatore sociale, anche se di sociale ho poco.
Centro per senza fissa dimora, una trentina di posti letto e personale che potrebbe essere confuso tranquillamente con gli ospiti.
il riscaldamento non va, ed è una cosa intelligente considerando che questo dormitorio è il fiore all’occhiello di caritas e comune di bergamo per quanto riguarda l’emergenza freddo.
io sto scaldandomi [fuori ci sono 5 gradi] con un fornelletto elettrico, uno scaldapizzette risalente di sicuro alla prima metà degli anni 80 se proprio voglio essere generoso con il designer di cotanta bellezza.
non è sicurissimo ma penso di spegnerlo a breve, intanto la resistenza elettrica, bella incrostata di nonvogliosaperecosa è incandescente.
dicevo, faccio l’operatore. mi ciuccio un paio di notti la settimana la 30ina di senza fissa dimora [ho imparato anche un lessico politicamente corretto nonchè vicino al burocratese più spinto] che dormono al piano sopra il mio.
un’umanità composita, non c’è che dire. disperazione di quella vera, a badilate.
in faccia, che io che ci lavoro me ne rendo conto solo con il passare del tempo, mi immagino chi sta al di fuori di questo mondo. compagni o non compagni, questa gente non se la fila nessuno, o quasi.

comunque, dato che è ora che vado a dormire, mi ripropongo di stilare un piano quinquiennale da realizzare sotto l’effetto di speed.

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