Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

reducismo a gogo

come promette il titolo, eccoci a parlare dei “bei tempi andati”.
il pretesto è presto detto: un amico, nell’autoradio, fa girare una cassettina.
questa cassettina è datata – penso – 1995.
11 anni fa, in pratica, ed era la cassetta del “collettivo onzio lima” e del “kollettivo studenti in lotta” contro il ministro d’onofrio.
Ora, francesco d’onofrio siede nei banchi del parlamento nelle fila dell’udc. Allora si chiamava ancora “democrazia cristiana”, e gli studenti e le studentesse di tutta italia si opponevano alle sue proposte di riforma della scuola pubblica.


Io c’ero, perchè ero un ragazzino di paese e mi ero aggregato, in maniera naturale direi, con una banda di sciamannati che “faceva politica”.
Passo interessante, la faceva in via galgario numero 3, dove io lavoro. grazie ad un amico che lavorava in questo centro di prima accoglienza per migranti, c’era una sala per le riunioni. La stessa sala ora è la mia camera da letto per due notti alla settimana, ci sono attaccati in giro degli adesivi realizzati graficamente da me [10 anni fa, avevo già questa degenerazione verso una grafica *punk*].
Comunque.
11.000 studenti in piazza contro la riforma di d’onofrio, e una cassetta *autoprodotta* che ha fatto storia.
E stasera prima i fratelli di soledad [ noi stiam con chi lavora / non con chi sta al potere / ci piaccion malcolm x / e le pantere nere ] e poi la banda bassotti, quella d’annata [ vedo gente che / veste di moda / ogni anno che viene / una nuova ne va / e li vedo scansarsi sull’autobus / quando sale un barbone o uno zingaro ]. 11.000 studenti a bergamo, e se non sbaglio i conti io mi ero già smaliziato con il 10 settembre 94 a milano…
ora, probabilmente devo dire “grazie” a quegli amici che mi hanno fatto da fratelli maggiori, che mi hanno portato al leoncavallo quando era ancora in via leoncavallo.
A dieci anni di distanza, mi trovo a cantare le stesse canzoni in macchina, con un’ aurea da “formidabili quegli anni” e dieci anni in più dove mi è successo di tutto, più o meno velocemente. Dove ci siamo trovati dalla “carta del nordest” a napoli a genova. Al riflusso odierno, palpabile, di tutto il Movimento.
E mi dico: dieci anni fa ero qui, ragazzino brufoloso, alito pestilenziale e kefiah.
Ora sono qui, poco più presentabile ma ugualmente a disagio con tutto quanto mi circonda.
Fra dieci anni? le parole passano, le promesse, i tentativi di cambiare vita e darsi un posto al mondo si riducono ad una gastrite. sarò ancora qui? come diceva poco fa un mio amico, un mio fratello “ho provato varie volte a non essere da solo al mondo. Poi mi sono accorto che sbagliavo sempre”.
Eppure il *comune sentire* lo condivido con tanta gente, con chi settimana scorsa ha occupato il nuovo bulk per essere sgomberato poche ore dopo, con le stesse facce da sberle con le quali condivido serate, pianti su una ragazza, stupore per le cose belle che ti capitano, cene, sigarette alle 2 di notte. poche cose che fanno stare bene, a volte, in un tourbillion natalizio fatto di consumismo, frasi fatte, falsità… va bene che queste cose poi le ritrovi in qualsiasi ambiente, per la famosa statistica che il 95% del genere umano è composto da stronzi, però sotto le feste aumenta il grado di babbeaggine del mondo, e quindi più serenamente accetto le coltellate, di qualsiasi tipo, mi siano arrivate negli ultimi tempi.
Tanto, c’è sempre una cassetta autoprodotta che gira nell’autoradio di un amico, c’è sempre un concerto da andare a vedere, qualcun* che sente il mio stesso, la prospettiva che prima o poi ci sarà qualcosa di migliore, per tutt*…

intanto, magari non ve ne frega nulla, sabato 14 gennaio 06 suonano a bergamo Frammenti + Punkina + L’Abile + The Infarto Scheisse!
commozione, lacrimuccia e singalong

FRAMMENTI – ANAGRAMMANDOTI
Anagrammandoti è un demonio con stivali e mantello, pensieri e amori che scalciano, capirsi senza troppe parole non era solo un gioco che un tempo conoscevamo a memoria, era tutto per noi, era tutto per noi! O solo per me? Forse, allora, una parvenza di umanità avrebbe agitato la stanza, penso, sarebbe stato più divertente che star qui seduti in silenzio. Musi duri, tradimenti.

il mio sputare sentenze per oggi si autocensura.

playlist: violent femmes.

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