Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

bandiere rosse sul reichstag, navi fantasma e coppa italia

Berlino è senza dubbio una bella città.
Non si può definire bella come siamo soliti appellare città come Firenze, Roma, Venezia [….”eeeh, si va tanto in giro per il mondo e poi non si ha visto bene l’italia…” per la saga del luogocomunismo reale].
Però è bella.
Bella tutta, da kreuzberg [dove ero ospitato in uno degli innumerevoli squat locali] ad alexanderplatz fino a pankow, con il suo grigiume e i palazzoni in stile sovietico.
Bella perchè è una città per niente ordinata, per niente convenzionale, senza essere trendy come londra. Io avevo in mente sogni confusi di bandiere rosse sul reichstag e ordine prussiano, mi sono trovato fra la turchia e il pianeta dei punk.


Stavo quasi per acquistare una maglia dei get up kids usata.
Comunque.
Non è di Berlino e di quello che ho fatto a Berlino che scrivo, però mi sembrava giusto citarla, così come per l’angolo-teppismo citare la miriade di proiettili a salve raccolti dopo capodanno in giro per kreuzberg… ai locals piace sparare da ste parti…
Nelle mie evoluzioni date da uno stato di benessere causato da un repentino cambiamento di vita [detto così suona bene], sono stato pure a teatro.
Ieri sera, a vedere “la nave fantasma” di renato sarti e giovanni maria bellu con renato sarti e bebo storti.
Tralasciando la considerazione che bergamo è piccola e metà delle persone in sala le conoscevo ed era un po’ l’evento mondano del mercoledì sera [solo perchè l’atalanta giocava a udine, sia ben chiaro], mi ero fatto tutt’altra idea dello spettacolo.
avevo assistito un paio di anni fa alla prima lettura in pubblico dello spettacolo, al leoncavallo. Essendo una lettura aveva molto il taglio di inchiesta giornalistica, pure puntigliosa. Mi ricordo perfettamente la serata, inchiodato alla sedia a sentire la narrazione fatta. A seguire dibattito sull’immigrazione, ed ero pure segnato sul manifesto come relatore. Relatore di cosa, me lo sto ancora chiedendo, so solo che mi sono dovuto ‘mbriacare di rum per poter parlare davanti a una platea così numerosa, ma questa è un’altra storia che incide solo sul mio ego.
Ieri sera invece mi sono trovato ad assistere ad una tragicommedia: fra sketch cinici [sulla contessa Vacca Agusta in particolare… nobildonna e quindi nemica del popolo] e imitazioni di borghezio sono rimasto sorpreso. Ma era questo lo spettacolo che ho visto in lettura?
No.
La botta emotiva, di compartecipazione ad un lutto, di funerale laico, arriva.
Foto, racconti, sogni di 283 persone sepolte fra malta e la sicilia.
283 migranti nel lessico p.c. della sinistra.
283 persone, lasciate affogare in un mare forza 7.
E un lavoro giornalistico – fatto da giovanni maria bellu – dietro approfondito, serio, documentato. Se fare il giornalista è così, allora mi piacerebbe fare il giornalista.

mi fermo qui, perchè è stata una serata scialba come un pareggio di coppa italia.
dico solo, andate a vedere sto cazzo di spettacolo.
si, è vero, il teatro – come l’arte contemporanea – è una degenerazione borghese.
ma è teatro ecumenico, teatro per tutti, teatro popolare.

io vado a dormire, un certo incontro di stasera non mi ha fatto neanche effetto.
1 a 0 per me.

e sabato tutt* alla manifestazione in difesa della legge 194 sull’interruzione di gravidanza, non tanto perchè metto i dischi ma piuttosto per tirare via i preti dalle nostre mutande…

tanto, sabato sera nel “mio” centro sociale suonano i frammenti

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