Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

fra tondelli e sharon

“so cosa vuole dire fallire, sbagliare. Essere costretti a tornarsene indietro. So che non è mai un ricominciare. Si finge che sia così. Si dice: ora tutto riparte in una direzione nuova, e può anche essere vero. Ma certo non ricominci niente di niente. Continui proprio dal tuo vicolo cieco. Da nessuna parte se non da quel punto lì… Claudia ha bisogno di me ed è troppo giovane per ammetterlo a se stessa”.
Pier Vittorio Tondelli, “Rimini” in “opere”, classici bompiani, euro 18.

* citazione quasi dotta ma nello stesso tempo naif, anni 80.
Chi non sa neanche chi era Tondelli non merita di leggere questo blog a meno che faccia espiazione delle sue colpe.
Sto leggendo la raccolta completa delle opere di tondelli, qualcosa avevo già letto in romanzi singoli, qualcosa mi è nuovo.
Pao Pao è uno dei miei libri preferiti, tutta la generazione “dei tondelli” mi ha dato tanto, su tutti Palandri con Boccalone. Non faccio critica letteraria, magari a qualcun* che legge viene voglia di vedere che sono quei libri. Ma tanto sono una testa di cazzo e forse non ne vale la pena.

“noi crediamo nella violenza… la stanza di un single è molto comune / scenari di una vita di merda e senza ragione / è un poster dei clash / che puzza di trash / la polvere sui ricordi / che ascolti gli 883”
TruceBoys, “le forze del disordine” in “sangue”

* Altra citazione, pura playlist di quello che ascolto ultimamente, niente di più nulla di meno, dopo una serata noiosa nonostante il compleanno di un paio di amici, la torta fatta apposta [“in alto la mia banda”] con gli amaretti e il cioccolato.
La cosa positiva degli ultimi giorni è che finalmente avrò una casa.
*mia*.
Alla tenera età di 28 anni sono alle prese con allacciamenti, contratti, recupero mobili. Sticazzi, poi si lamentano che i giovani – anzi, i gggiovani – italiani non escono di casa: devo lavorare di notte per avere uno stipendio dignitoso e potermi dedicare a quello che mi piace fare, a ritornare piano piano a fare politica a tempo pieno, a cercare di finire l’università.
Purtroppo – o per fortuna – vengo da una famiglia workingclass, senza menate di orgoglio di classe ma non ho nessuno che mi para il culo dietro.

Non era di queste cazzate che volevo parlare, vorrei parlare di sharon, di palestina, di hamas.
Sharon sta schiattando, il vecchio generale dell’esercito di occupazione israeliano è in un limbo fra la vita e la morte.
sicuramente, non sarà più in grado di tornare alla vita pubblica: non faranno uno zombie come bossi o come deng xiao ping [si mormora che fosse già morto quando lo facevano salutare dal balcone…], uno dei simboli di israele si deve – per forza ritirare.
Gli israeliani fino all’ultimo hanno sperato in un miracolo medico, hanno pensato che l’ictus fosse “leggero”, che colui che ha realizzato un miracolo politico non potesse avere cedimenti fisici.
Come viene a galla la falsità della possibilità di sharon di recuperare dall’ictus, viene fuori quanto il “miracolo politico” ha le dimensioni di una truffa colossale.
Amira Hass, giornalista israeliana, sulle pagine di Internazionale ha scritto che sharon era salutato come il nuovo de gaulle.
Sharon ha voluto il ritiro unilaterale dalla striscia di Gaza, ma tutti ignorano che questo vuole dire vanificare le risoluzioni di Oslo ma soprattutto – per chi non crede in accordi dei vertici ma chiede una giustizia giusta per la gente comune – la creazione di un’entità separata – gaza – dalla cisgiordania, isolata, stretta nella burocrazia razzista israeliana, creando una baraccopoli coperta dall’indifferenza internazionale.
Sharon, oltre a delegittimare qualsiasi controparte palestinese per negoziare delle trattative ha studiato, in modo scientifico, il modo per indebolire e dividere sempre più la nazione palestinese: l’occupazione israeliana trasforma la cisgiordania in un mosaico di enclavi palestinesi recintate e circondate da mura, prigioni a cielo aperto in mezzo a colonie israeliane.
Sharon è un creatore di caos, non è un uomo di pace: la creazione di “zone di sicurezza” si è dimostrata un fallimento nel libano dell’82 dove gli israeliani hanno tenuto per 18 anni il sud del Paese sotto la forza bruta e il terrore.
Israele controlla ancora la vita economica dell’entità palestinese, non producendo così nè pace nè tranquillità, continuando a lavorare per la propria sicurezza in maniera arrogante e razzista, creando caos e frustrazione nella comunità palestinese.
Può fare un gran gridare la “comunità internazionale” sulla pericolosità di hamas, intanto chi ha interpretato in maniera esclusiva e restrittiva la propria posizione nell’area è israele, con il likud, con gli integralisti religiosi, con la forza delle armi.
Intanto, nei territori palestinesi girano barzellette e battute su hamas e sul new deal palestinese: la multa per la sosta vietata: due sessioni di preghiere; per essere passati con il rosso: tre giorni di digiuno; Omar al Mukhtar, la via principale di Gaza, sarà riservata tre giorni alle donne e tre giorni agli uomini.
Gli umori sono che hamas si dedicherà più al pragmatismo e all’amministrazione piuttosto che a imporre codici di comportamento religiosi.
Intanto Mahamud Zahar, leader di hamas, in campagna elettorale aveva dichiarato alla cnn che era disposto a una tregua a lungo termine se israele avesse concesso un collegamento tra la striscia di gaza e la cisgiordania e fosse ritornato ai confini precedenti al 67, ovvero quello che la risoluzione 242 dell’Onu chiede da anni…
tra le altre cose, sono in partenza per la palestina con la carovana di jalla: metterò la mia incapacità calcistica [centroavanti di peso, piede educato quando gli gira, colpi di tacco provati in maniera da innervosire i compagni di squadra, poca mobilità ma tanta generosità in campo… numero 4 dell’onzio lima f.c., squadra del campionato di calcio a 7 della uisp di bergamo] al servizio del popolo nel periodo pasquale.
consultate il sito di jalla e supportate il progetto.
palestina libera!

resta il concetto che la musica trash resta un’arma per combattere il sistema [questo quanto ho scritto ultimamente in una mailinglist sul trash:
do una mia versione del trash, secondo due scuole di pensiero sapientemente miscelate.
la prima è quella di tommaso labranca, storico esponente della cultura trash, per il quale il trash è l’imitazione uscita male – e quindi grottesca – di qualcosa che già c’è.
i ricchi e poveri sono la versione trash – secondo labranca – degli abba.
i cugini di campagna dei bee gees.
iva zanicchi di aretha frankin [quando l’aquila di ligonchio – mio personale sogno erotico da una vita – si spacciava come cantante blues].
e via dicendo.
la mia personalissima versione, che differisce da quella che il trash è la ripresa di quello che musicalmente il mercato ha reso obsoleto e sorpassato. E’ vero, negli anni settanta e ottanta la gente si comprava i dischi dei ricchi e poveri, ma ora il loro stile, la loro musica fanno [sor]ridere i più. Ora c’è bisogno di consumare altro, ci sono le musiche elettroniche più trendy, c’è haiducii, c’è max pezzali. Ovvero quelli che hanno preso il ruolo di musica di consumo per le masse.
Il trash è quindi ricontestualizzare quello che viene espulso da un mercato che crea sempre più fenomeni [chi si ricorda di sandy marton, meteora delle estati 84-85? o luis miguel?] “da cassetta” sapendo prendere il lato “pop” [ovvero popular, ovvero che tutti conoscono quelle canzoni], mischiandolo con il kitch [il cattivo gusto, il dato di fatto oggettivo che certe cose sono veramente un pugno in un occhio… gli abbigliamenti di tracy spencer, gli arrangiamenti di “what is love”] in modo di rendere “disturbante” dall’estetica sia del revival sia delle discoteche pettinate.
noi siamo giovani ribelli e non ci facciamo imboccare dalle vostre mode musicali mainstream, il nostro stile lo creiamo noi, e quando ci ha rotto le scatole lo buttiamo via. e quindi al bolgia preferiamo il trash, ai subsonica la carrà.
il trash è punk, è orizzontale, non ci vogliono tecnicismi. è riproducibile da tutti con un computer e una connessione internet. è divertente e fa ballare, trascina ed è pink, diverte e dovrebbe fare passare una serata piacevole con zero spesa, alta riproducibilità delle canzoni [benedetti mp3], coinvolgimento, empatia.
]

a breve le magliette di teppismoDOTorg, che fa figo dirlo così.

“il teatro è, insieme all’arte contemporanea e ai compleanni, una degenerazione borghese” [gummo, notte fra il 3 e il 4 febbraio 2006]

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