Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

Terremoto e tragedia

le forze della Natura ieri si sono scatenate.
Gli Elementi si sono rivoltati.
Purtroppo hanno fatto tutto questo su casa mia.
Ovvero: come lasciare aperte le finestre e trovarsi la casa distrutta.


Ieri ho accettato l’invito a cena di mio fratello, dato che da quattro mesi abita pure lui per conto proprio sui Colli Bergamaschi , e dopo essermi dilligentemente messo in cucina per preparare qualcosa, ho deciso di lasciare le finestre di casa aperte.
Sì, caro coinquilino di 120 kg, se mai leggerai questo blog: è colpa mia, ho lasciato le finestre aperte e sono vigliacco e non te l’ho detto.
Arrivo sui colli in compagnia di alcuni amichetti [nell’ordine: il mio compagno di banco per tutte le superiori, il mio assistente sociale nonchè socio nella Pink Violence Squad e un giovane virgulto di uno dei miei gruppi preferiti di sempre ] e si aprono le cateratte del Nilo.
Diluvio universale.
Terremoto e tragedia.
E io che volevo andare alla festa dell’unità a vedere il mio cantante bergamasco preferito mi attacco.
Piccola parentesi: in questi giorni, come al solito, mi sto leccando delle ferite. Non importa di che tipo siano, solo che le sto leccando.
E mi chiudo nel bozzolo orobico, sto con “la mia banda” [ in alto la banda / in alto la mia banda / in alto la banda / di fronte a tanta merda ].
Quindi anche andarsi a vedere il bepi alla festa dell’unità poteva giocare a mò di protezione, lo stare fra gente che conosci, a tuo agio, e sentire cantare nel dialetto che ancora si parla a casa quando vengono le sorelle di mio padre… alla fine si è finiti nel solito bar indegno [l’unico che ci consente ancora la totale cittadinanza] a tirare tardi.
Tra l’altro, per non finanziare la mafia demoplutomassogiudaica della festa dell’unità ed essendo noi dei bravi compagni socialisti che credono nell’autogestione [ma non in quella all’acqua di rose dei cessi sociali, quella applicata in Jugoslavia ] ci siamo portati due bottiglie di vodka lemon, da bravi adolescenti squattrinati…. o meglio, siamo rimasti squattrinati da quando eravamo adolescenti, ed è frustrante pensare che faccio le stesse cose di quando avevo la metà degli anni che ho ora.
Per ritornare alle forze della natura che si abbattono su casa mia, dico solo che sto camminando su uno strato di sabbia del deserto che manco al mare.
Stipiti delle porte divelti, tutto buttato modello mercato balcanico, piante rotte sul terrazzo.
E io che avevo appena lavato i pavimenti.
Teoria del complotto a gogo, soprattutto contro la mia persona.
Ah, dato che siamo a pochi giorni dalla finale dei mondiali di calcio e l’itaglia dopo aver battuto squadre fortissime come l’ucraina o l’australia, mi sono crogiolato anche io nell’imbecillità della sbornia nazionalpopolare dei mondiali.
Perchè se l’italia vince i mondiali allora tutti i mali del mondo spariscono.
Non lavoreremo più precari, non esisterà più la fame nel mondo, lo sfruttamento, il razzismo, i peli nel naso e e le emorroidi.
Presi dalla perfetta sbornia mundial i 57 milioni di italiani si sono riscoperti per l’ennesima volta allenatori nonchè nazionalisti, facendo uno sfoggio di tricolori degno del ventennio.
facce da babbi che solo il buon mannelli su “cuore” avrebbe saputo disegnare come si deve.
tricolori usati come collari di cani, un imbecille con maglia di “ferlandia” con tanto di fascio littorio e “campioni del mondo 1934 – 1938” ricamato che mi hanno trattenuto dal picchiare [anche solo per ricordargli che il mondiale vinto in casa è stato rubato grazie all’ex maestro di predappio], riscoperta dell’italianissimo orgoglio solo come alla morte di militari a nassirya [a proposito, nelle mie decine di parentesi disseminate in un discorso sconnesso in sè vorrei proporre a tutto quel milieu duroepuro e barricadero il nuovo slogan dell’ estate: 10 100 1000 maracaibo ]…
in tutto questo aggiungiamoci poi un’altra fetta di umanità minima che suona il clacson in maniera insistente sotto casa mia per salutarsi alle 2.36 di notte nonchè le rane che gracidano, imperterrite e incuranti della mia disapprovazione – nel rigagnolo verde che dovrebbe scorrere sotto casa mia.
non che l’altra parte del mondo, quella giusta , quella buona , stia molto meglio, perchè se la statistica che il 95% della popolazione mondiale è composto da stronz* è veritiera, la stessa percentuale la possiamo riscontrare in tutti gli ambiti della vita sociale, “movimento” compreso.
vabbè giuro non lo faccio più.
Comunque, dicevamo.
A proposito di pallone, ci sono dei calciatori che non possono tornare a casa loro. Semplicemente, perchè la loro città, le loro case, sono bombardate dagli israeliani.
Sono i ragazzi di Gaza della squadra “Free Palestine”, che ho incontrato scendendo a pasqua a deliziare il pubblico palestinese con la mia forma che ricorda Tomas Skuhravy a fine stagione, quando si è dovuto ritirare per problemi di alcool e i miei colpi di tacco sulle orme di Socrates .
Sul sito di JALLA trovate spiegato tutto per bene.
Soprattutto come supportarli.
Segnalo una cosa una: saremo dei provinciali, saremo dei buzzurri e non saremo mai sofisticati come “i metropolitani”.
Però qui qualcosina si muove: nella bassa bergamasca, terra di trattori e odori di campagna, sta organizzando un evento per questo sabato.
Ma giusto perchè ci suono io, eh.

giusto per, un po’ di playlist:
* truceboys – sangue [dalla canzone forze del disordine: noi crediamo nella violenza…. la stanza di un single è molto comune / scenario di una vita di merda e senza ragione / è un poster dei clash / che puzza di trash / la polvere sui ricordi / in cui ascolti gli 883…]
* l’ultimo singolo di shakira
* Oai Star
* delinquent habits
* la prima serie dei “ragazzi della terza c”
* sto leggendo: Della Bellezza – Zadie Smith

poi c’è chi crede che io sia scemo del tutto prima o poi si dovrà ricredere

ps: nel frattempo, per elaborare il lutto mi sono guadagnato un tatuaggio nuovo. Anche se la bibbia, nel levitico 19:28 dice che non si fa, io sono ribelle e mi sono tatuato l’ennesima combo di stelle, cuori, bombe a mano e fiamme. Come la maglietta dei catharsis, perchè rimango un po’ punk.

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