Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

dei mondiali, di zidane e di un piccolo cane color testa di moro

allora.
la presenza della piccola Cleo in casa si sta facendo sentire.
dal punto di vista acustico, soprattutto.
sto tra l’altro respingendo da solo [perchè il ciccione mio coinquilino è a teatro] gli attacchi dei vicini di casa, dato che ci stanno suonando il campanello quelle 18-20 volte per chiederci “ma non è che avete un cane?”.
io da vero vigliacco nonchè infingardo fingo di non sentire il campanello.


intanto: la cucina è uno schifo, causa spaghettata partita a un quarto alle 3 di notte e cucinata dal cantante di una nota band locale.
poi è anche vero che un chilogrammo di pasta in quattro è un insulto ai bambini del terzo mondo e quant’altro, ma soprattutto fornisce una dose di carboidrati superiore a quella richiesta dal corpo in un anno di vita, però sei lì e cosa fai? la classica spaghettata del volemose bbbene, spaghetti a mezzanotte e quant’altro…
la mia serata, partita con la festa dell’unità e il concerto di caparezza , si è conclusa mollemente alle sei di mattino, finendo a parlare, nell’ordine: dei mali del mondo, di quanto erano “formidabili quegli anni”, di puericultura, di tatuaggi, di droghe, di ex fidanzate.
abbiamo omesso l’argomento clou degli ultimi giorni, ovvero cosa ha detto materazzi a zidane?
ognuno ha dato la sua interpretazione, a me fondamentalmente non interessa una fava.
certo che a giocare al pallone se ne dicono di ogni, a qualsiasi livello, e zidane ha trovato il modo più idiota per finire una carriera superba, fra squadre che sono nella mia topten personale di odio come la juve e il real madrid [solita parentesi: mi farà strano quest’anno vedere la mia squadra in serie a e la rubbentus in una serie inferiore. però godo. e significa che prima o poi – come vi spiegherò più avanti – faremo la rivoluzione].
perchè va bene tutto, però la capocciata alla finale ai mondiali è da fesso [come è fesso il presidente del livorno spinelli a vendere il compagno lucarelli in russia].
comunque.
campioni del mondo.
ho dei timidi ricordi di spagna 82, mi ricordo solo che ero in campeggio all’isola d’elba con la mia famiglia, in un isola colonizzata dalle truppe teutoniche.
mi ricordo due televisori, uno per italiani e uno per crucchi, per evitare che si ripetessero le scene già viste sulle nostre montagne durante la Resistenza, quando ai tedeschi si sparava addosso.
mi ricordo che ho intravisto un evento a suo modo storico e ne avevo già la consapevolezza.
pertini, bearzot, le partite a scopone, rossitardelliealtobelli recitato come un mantra.
poi dopo ho scoperto che pablito rossi era stato squalificato per scommesse nel calcio, che l’unico vero compagno giocava nella germania [il terzino sinistro più socialista del mondo, Breitner Paul detto “il cinese”, in gol all’ ottantatreesimo di una finale mondiale], che antognoni avrebbe dovuto giocare di più, a prescindere.
intanto quella germania aveva alcuni dei giocatori che più sono impressi nel mio immaginario personale, come volti stampati su delle figurine o nomi entrati nella leggenda di un bambino quando la comunicazione globale era ben lontana dall’essere quantomeno pensata [voglio dire: ora ti basta digitare in google il nome di un calciatore e sai tutto, e ti vedi i video dei suoi 500 gol più belli. provate voi ad informarvi, negli anni 80, sui calciatori dell’epoca. per fortuna è sempre esistito il guerin sportivo, che allah l’abbia in gloria.]
quella germania schierava harald “toni” schumacher, testa quadra briegel [poi al verona campione d’italia, per esempio], karl-heinz foster, il folletto littbarski, kalle rumenigge, hansi muller, allofs e magath, nomi immagazzinati presto nel mio cervelletto…
la finale l’ho vista nel solito posto, il glorioso cesso sociale pacì paciana , sul megaschermo.
per scaramanzia mi sono messo fermo immobile sulla porta del capannone, nell’angolo dove avevo visto tutte le altre partite.
doccia di spumante e birra moretti al rigore di grosso, e poi ho evitato il delirio nazionalista in centro città.
perchè va bene tutto eh, però dopo un po’ che palle.
come già dicevo vedere l’italia che vince un mondiale fa parte della storia, quella con la s minuscola, quella della vulgata [nazional]popolare e popolana.
a me resta in bocca il sapore agrodolce che magari prima o poi vediamo anche la rivoluzione, e già che ci siamo uno scudetto all’atalanta.
poi mi dicevo: però, quando i giocatori sono nello spogliatoio prima di una finale, che sia quella dei mondiali o quella del torneo del bae, sei sempre un ragazzo che pensa a prendere a calci il pallone il meglio possibile .
resterò con questo dubbio.
dico solo che probabilmente ero più felice io l’anno scorso per la vittoria della mia squadra, l’Onzio Lima, nel torneo del Bae [che organizziamo tutti gli anni a bergamo e ci vede per una settimana parlare solo di quello] che i vari totti per la vittoria della finale dei mondiali.
di sicuro, ho gioito di più per una coppa di calcio a 7 vinta giocando fra amici e contro amici [quest’anno il titolo è andato ai nostri acerrimi rivali del ProLoreto Avariato che ci hanno battuto in finale. il mio score: 1 gol e 1 assist, che per essere stato usato dal mister con il contagocce non è male] che nel vedere l’orgia di tricolori [che si vedono solo per la nazionale e per quando riportano indietro le bare da nassirya….] e del piero sollevare la coppa del mondo…
quanto sono romantico…

ah, chi per snobismo ha storto il naso sui mondiali merita la fucilazione.
notti magiche / inseguendo un gol / sotto il cielo / di un’estate italiana…
mi sono tagliato i capelli da punkaccio.
a 28 anni e con un certo buon gusto, di solito , mi sono fatto un taglio di capelli veramente pessimo. mia mamma stava per mettersi a piangere.

ps: due piccole note a margine: la prima, che la mia prima fidanzatina oggi si è laureata, con 110 e lode, ovviamente prima di me nonostante la sua giovane età. C’avevo visto lungo, all’epoca. La seconda: è morto Syd Barrett. c’avevo la sua cassettina, anni fa.

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