Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

Certe cose non passano mai di moda…


Ordunque.
Ieri ascoltavo l’unica emittente sincermente democratica che si riesce a captare a bergamo e provincia, fra le radiomarie e le radiodiggei.


Una radio alla quale sono affezionato e che ascolto dal lontano 1992, come testimoniano delle oscure registrazioni presenti nel museo privato a me dedicato [ovvero: la mia ex camera a casa dei miei genitori].
Notizia curiosa, che copioeincollo così come è e ascoltata a radiopopolare appunto [trasmissione “esteri”].

Due considerazioni: c’è qualcosa di intangibile, quasi immanente. Qualcosa che resta ai posteri e – in fondo – emoziona anche uno spirito pseudolibertario come me [sì, il mio motto rimane sempre nè fascisti nè zozzoni].
Un totem, un feticcio, un rimasuglio di un sogno, bello o brutto che sia.
L’illusione di cambiare in maniera definitiva la storia.
L’idea che capitalismo 0 – Resto del Mondo 2 era realizzabile.
E il tutto, tra l’altro, con un certo stile e charme.

Vabbè, gustatevi la notizia, e se vi capita di imbattervi in un busto di Lenin, fategli l’occhiolino…
Sydney, 22 gen. (Ap) – Una spedizione composta di esploratori britannici e canadesi è diventata la prima a raggiungere a piedi il Polo Sud “dell’inaccessibilità”, il centro geografico dell’Antartico, a 870 chilometri dal Polo Sud geografico, dopo sette settimane di percorso sotto raffiche di vento e con temperature glaciali.
Il gruppo ha trainato carichi di 120 chilogrammi, ha percorso 1.700 chilometri a piedi e sugli sci a vela prima di raggiungere il Polo Sud “dell’inaccessibilità”, il punto dell’Antartide più lontano dagli oceani, il 19 gennaio scorso, secondo un comunicato diffuso sul sito web della spedizione.
Situato a 3.725 metri di altitudine, questo punto geografico era stato raggiunto per la prima volta nel 1958 da una spedizione sovietica equipaggiata con veicoli da neve.
Il capo canadese dell’equipe Paul Landry si è detto sorpreso di scoprire che un busto di Lenin eretto sul posto dai sovietici quasi cinquant’anni fa è ancora al suo posto nel ghiaccio.
La spedizione, chiamata N2i, è composta oltre che da Landry anche dai britannici Rupert Longsdon, Rory Sweet e Henry Cookson. La marcia dalla base scientifica russa di Novolazarevskaia al Polo Sud dell’inaccessibilità, situato a circa 870 chilometri a nordest del Polo Sud geografico, è durata 49 giorni.

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