Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

Volvo Polar


Situazione come al solito improponibile: nel mio privato non looko [dal verbo inglese to look] un cazzo.
E non è una mera questione morale o relazionale.
magari, mi verrebbe da dire.


Sto parlando del lato estetico, e del mio ciondolare per casa con un abbigliamento poco consono: maglietta di Obey the Giant [link] verde militare con disegni vagamente militant, boxer a quadretti sul blè, ciabatte marocchine marroni.
Parto con una serie di improperi ma soprattutto una nota di costume degna di una rivista patinata: nella mia simpatica cittadina appoggiata ai piedi delle Prealpi Orobie è usanza dell’ambiente radical-artistoid-chic guidare la Volvo Polar.
Ora, con la suddetta automobile [a parte le dimensioni improbabili] non ho nulla contro perchè non ci ho mai litigato, però mi sembrava doveroso riportare la mia razione di acidità verso la categoria sociale citata sopra e lo status symbol che hanno adottato collettivamente.
Mi sto riprendendo ora dall’inizio dei festeggiamenti del centro sociale di cui possiedo una cospicua quota di azioni, festeggiamenti che hanno visto sul palco del Pacì Paciana gli Assalti Frontali.
Non sto a spiegarvi come gli Assalti siano una delle icone [insieme a Wu Ming – ma sull’argomento “collettivodiscrittoribolognese” tornerò dopo -, a Maradona e a poche altre figure] che se fossero più condivise a livello di immaginario sarebbero “icone pop” [e l’argomento è complesso e non ho voglia di affrontarlo ora] nel senso migliore del termine [dove “pop” sta davvero per pop-ular] e comunque per una comunità di persone della quale mi sento parte lo sono già.
Volevo inframezzare il tutto con una notazione intelligente: l’elastico dei calzini e il segno che lascia sul polpaccio.
Questo perchè sono in un periodo difficile e di qualcosa mi devo pur lamentare e quindi vorrei entrare in causa con il produttore di calzini che fa l’elastico troppo stretto, lasciando un segno rosso e i peli schiacciati sul mio polpaccio da Rumenigge.
[oggi sono particolarmente disordinato e apro un’ulteriore parentesi sul polpaccio di Karl-Heinz Rumenigge, ala sinistra tedesca dell’inter anni ’80 che aveva due polpacci particolarmente grossi. Da qui il termine “polpacci alla rumenigge” che nella comunità di cui sopra spesso non riveste una valenza positiva].

Dato che la verve è poca e la mia autodisciplina mi impone di pubblicare queste poche righe per essere costretto domani a ri-metterci mano e completarle, voi cari voyeurs di teppismoDOTorg dovete aspettare che il cicciobombo cannoniere qui presente domani rimetta mano alla suddetta serie di segni neri su sfondo bianco.
Vi lascio solo con la notizia di fondamentale importanza per l’80% dell’umanità che ho acquistato “Manituana”, l’ultimo romanzo collettivo di Wu Ming, in libreria proprio da oggi.

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