Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

Bergamo la nera

Due omicidi [uno a Vertova, Valle Seriana e uno a Bergamo città, quartiere Celadina] nell’arco di pochi giorni a Bergamo e provincia, così giusto per lasciare il tempo ai giornali locali e ai telegiornali di creare un’ “allarme violenza”, dato che di allarmi ed emergenze l’Italia ne ha ciclicamente bisogno, figuriamoci la provincia di Bergamo, bigotta e morbosa al tempo stesso.
Bergamo quindi ritorna alle cronache nazionali quest’estate con ben altro rispetto alla contestazione all’acquisto di Vieri [ha 35 anni e una tendenza a essere svogliato e sovrappeso: io ho 5 anni di meno e venivo via a meno].
Ovviamente anche in questo caso il nemico comunque è altro, non può essere l’abitante medio della provincia, perfettamente allineato e integrato nel tessuto sociale e produttivo: per il caso di Vertova subito le indagini si sono spostate [mi immagino i carabinieri della valle seriana alle prese non con due spinelli al parchetto ma con un omicidio…] su alcuni ex dipendenti del marito della vittima con i quali c’era stato un litigio per via del loro licenziamento.
Neanche a dirlo, senegalesi.
Per l’omicidio di Bergamo, dove una ragazza di 26 anni è stata soffocata dall’ex fidanzato [ha confessato], subito il TG ha parlato di ambiente degradato e di problemi psichici del ragazzo – invalido.
Piccolo preambolo: questa mattina, in uscita dal dormitorio, mi sono seduto in un bar [ok, ne ho girati un paio ma erano chiusi] per il caffè, aspettando di andare in provincia per lavorare ulteriormente.
Il mio dormitorio è abbastanza vicino alla questura, e la fortuna ha voluto che mentre bevevo il caffè sfogliando la gazzetta dello sport [pagine del calciomercato. Penso che al mondo ci siano poche cose più avvincenti] a un paio di tavoli di distanza si piazzano un paio di ceffi poco raccomandabili: DIGOS di bergamo, dai quali origlio la storia di questo secondo delitto, che i telegiornali associano ad un altro paio di delitti irrisolti in lombardia, facendo tornare “la nera” nella cronaca quotidiana.

Per fortuna Maroni oggi era in Questura a Milano e Brescia, per rassicurare questori e prefetti sull’invio dell’esercito in lombardia: significativo che a darne la notizia e a relazionare rispetto alla visita sia Matteo Salvini [capogruppo della lega al comune di milano e parlamentare], ragazzotto dallo sguardo non troppo sveglio che fra affermazioni diciamo kitch [“gli zingari sono peggio dei topi”], distrbuzione di spray al peperoncino illegale per autodifesa, ronde dal sapore autoritario, ecc… si pone come il “maitre à penser” dei Giovani Padani…
Certo, perchè il nemico non può essere “nativo”, va sempre ricercato altrove rispetto alla comunità originaria, rispetto al “corpo” della comunità.
Salvo poi trovare, sempre in provincia, gli Olindo e Rosa di turno.

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1 commento»

  Paolo wrote @

Bravo K.
Parole sante.


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