Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

[racconto] Volevo la maglia numero 7

piccola premessa: questo racconto è un work in progress, in definizione e in stesura. Conoscendo i miei tempi magari non sarà mai finito, ma tant’è…

Sticazzi.

Per quel giocatore brasiliano gli sceicchi proprietari di una mediocre squadra inglese erano pronti a sborsare 120 milioni di euro che fatti un po’ bene i conti sono più di 240 miliardi delle vecchie lire.

Duecentoquarantamiliardi sono una cifra spropositata, e io che mi ricordo del polverone sollevato nell’estate del 1988 per quei dieci miliardi sempre delle vecchie lire sborsati dalla Roma per portare Rizzitelli dal Cesena a Trigoria e già tutti a chiedersi come si faceva a spendere tutti quei soldi per un ragazzo di 21 anni con giusto 5 gol in serie A.

Il mio ultimo trasferimento, quello che mi ha portato qui dico, è stato senza onere per il club, ovvero in poche parole mi hanno scaricato e mi hanno detto “trovati un’altra squadra” e quindi sono sceso di categoria perchè ci vuole un po’ di realismo e poi io un procuratore non l’ho mai avuto ma meglio così, perchè sarebbe stato imbarazzante farmi vendere come un quarto di manzo al mercato e spacciato per ancora buono.

Ora che mi avvicino ai quaranta ho quasi accettato di essere logoro e bolso, di essere considerato un calciatore finito che raccatta per strada le ultime briciole che alla fine è sempre meglio che andare a lavorare.

Voglio dire, non sono mai stato un fenomeno, di serie A ne ho fatta poca un po’ per due caviglie di cristallo un po’ perchè ero una testa di cazzo e non ho saputo gestirmi. Però in B sono sempre stato considerato un buon giocatore e se è vero che Massimo Brambati ha giocato un’Olimpiade con la maglia azzurra a Seoul allora anche io potevo ambire a qualcosa di più che quando ero ragazzino ero considerato un vero e proprio fenomeno e già giocavo con quelli più grandi e a quattordici anni e tre giorni mi hanno fatto esordire in squadra in Prima Categoria e una settimana dopo ho segnato il mio primo gol con i grandi, e intanto il presidente si fregava le mani e mi metteva sul treno per arrivare al capoluogo in cambio di 5 milioni delle vecchie lire, due mute di maglie e un contratto di collaborazione fra le società, quindi sono finito a fare il pendolare per allenarmi con le squadre giovanili di una discreta squadra di serie C e ho lasciato lì ragioneria, che avevo appena iniziato, con buona pace dei miei genitori che comunque adesso un diploma non mi farebbe schifo, nonostante gli anni in cui si accorgevano di me anche sulla Gazzetta e mi mettevano nella lista dei giocatori da tenere d’occhio per il futuro.

Che poi in Primavera di gol ne ho fatti, e giravo già con la Golf e scopavo come un riccio e in un paio di anni sono finito in serie B, che poi la facevano facile ma lasciare di colpo, a vent’anni, tutto quello che ti da sicurezza per trasferirti a 400 km di distanza non è così facile perchè i primi tempi ti manca il respiro e pensi che in fondo il freddo, il ghiaccio, le strade gelate d’inverno non sono così male. E allora prendevo la Golf e tornavo a casa quando non dovevo allenarmi ed era bello uscire dall’autostrada, percorrere il tratto di strada ancora imbiancato da una neve dura e sporca che portava al paese e sospirare un po’ quando compariva l’insegna rossa della Bennet che poi non ho mai capito perchè si chiamasse proprio così, forse oscuri capitali inglesi o americani avevano aperto il primo supermercato e quindi il nome era quello del fondatore. O magari era scozzese, come Jim Leighton, il portiere quello sdentato e che si cospargeva le sopracciglia di una crema non si è capito ancora bene per cosa.

Poi alla fine mi sono adattato alla vita lontano da casa, mi sono sistemato in un appartamento con un paio di compagni di squadra e alla fine siamo arrivati anche in serie A, nonostante il comportamento di noi più giovani non fosse proprio esemplare. Capirai, sulla Riviera a maggio pensavi più ad andare in discoteca che ad allenarti, ma forse il fatto di essere un gruppo unito e di condividere casa, allenamenti e discoteche con i compagni ci ha aiutato e tanto l’allenatore sapeva ma chiudeva un occhio, anche perchè in due anni ho segnato 18 gol che per una seconda punta non è male, soprattutto se giovane e all’esordio nella categoria.

Volevo sempre il numero 7, perchè quando ho iniziato con il 10 giocava il capitano della squadra che mi ha lanciato in Prima, che era fortissimo ma che è rimasto sempre a regalare magie su campi di patate, chissà perchè, era uno veramente forte, più forte anche di me, più tecnico ma che adesso ha preso in mano la carrozzeria del padre al paese e gioca giusto a calcetto il giovedì sera con gli amici nella tensostruttura della bocciofila.

Quando ci hanno promossi in serie A abbiamo fatto tre giorni di festa, siamo stati portati in trionfo dai tifosi che erano anni che la massima serie mancava da quelle parti, io l’ultima partita sono stato spogliato in campo e mi sono infilato nel tunnel degli spogliatoi in mutande e parastinchi, anzi con un parastinco solo perchè l’altro mi era stato rubato da qualche supporter e poi abbiamo cacciato l’allenatore e il presidente sotto la doccia, vestiti, e ho ancora il ritaglio di un giornale sportivo dove in una foto ci sono anche io che porto a spalla il mister che l’anno scorso gli è morta la moglie e al funerale ci siamo presentati in quattro gatti in una carriera trentennale che mi viene da dire chissà quante volte ha fatto da secondo padre a tanti ragazzi che hanno calcato i campi di tutte le categorie e invece lui lì, quell’omone burbero dall’accento toscano, a piangere che a sua moglie voleva davvero bene e stavano insieme da una vita, senza i suoi ragazzi, senza nessun presidente né corone di fiori con i colori sociali di una delle tante squadre allenate da lui giusto qualche tifoso con le sciarpe e mi ha fatto un po’ pena che ora è in pensione non allena più ed è tutto solo e dimenticato.

continua…

Annunci

2 commenti»

  F.U.M.A wrote @

Bellino il blog…Ciao presidente. Un abbraccio

  |k| wrote @

grazie Presidentissimo, ad avere + tempo e più testa mi ci metterei di più….
F.U.M.A. Vive! KDS vive!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: