Karletto

“Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.” Prof.F.Scoglio

[racconto] O mia bela Madunina

Un racconto breve di fantapolitica, scritto con un pezzo di panettone in bocca. Lo potete scaricare QUI.

As usual, fatene ciò che volete…

– Dobbiamo farlo. Per il bene del Paese.

La stanza era satura di fumo e puzzava di sigarette spente male, alla faccia delle leggi anti-tabacco che pure qualcuno dei presenti aveva votato in Parlamento.

– Suvvia, siate realisti, è una cazzata…

– Ma quale cazzata? Sarebbe la svolta, per tutti.

– Non puoi farlo sparire come fosse un fazzoletto sporco…

– Ma no, fidati… abbiamo il giusto mix per fare un’operazione storica: da un lato lo leviamo dalla circolazione che ormai è vecchio e impresentabile, dall’altra possiamo permetterci di dare un bel giro di vite…

Il rumore di una sedia trascinata sul pavimento e un uomo in divisa si alzò per dare tregua alle sue emorroidi.

Spalancò non senza fatica la finestra, facendo entrare un refolo di aria fredda e pungente.

Fuori era già buio, il traffico su via Quintino Sella era congestionato da chi stava facendo gli ultimi regali natalizi.

– Il momento è ideale: siamo sotto le feste, i media parlano solo dei consumi sotto Natale e dopo quello che è successo può avere avuto qualche complicazione, è vecchio bacucco…

– Vecchio bacucco un cazzo, ha tre anni meno di me…

Silenzio.

La discussione andava avanti dalla tarda mattinata e nella stanza del Ministero delle Politiche Agricole i presenti iniziavano ad averne veramente pieni i coglioni.

La proposta, in sé, era geniale: un vicedirettore di un quotidiano l’aveva sussurrata all’orecchio di un influente senatore che, constatato che c’erano tutte le condizioni oggettive per attuarla, aveva convocato una riunione abbastanza segreta in una sede secondaria del Ministero per eludere i giornalisti parlamentari che anche durante le festività si annidavano a gruppetti nel Transatlantico, pronti a dettare pezzi su ogni scoreggia.

Meglio fare finta di nulla e lasciare che i telegiornali faccessero servizi sugli artigiani del presepe a Napoli o una bella diretta dal mercato del pesce di Bari, il tutto condito con qualche zampognaro e immagini di alberi di Natale da tutto il mondo.

Nella stanza dalle pareti ricoperte di carta da parati cremisi c’era chi contava davvero nel Paese, chi influenzava le scelte dell’esecutivo: una manciata fra sottosegretari e ministri, un paio di capitani d’industria, l’amministratore delegato di una multinazionale del farmaco, un alto graduato a testa per Carabinieri, Esercito, Marina, un colonnello della Guardia di Finanza, un funzionario dei Servizi, un alto porporato, il direttore di un giornale smaccatamente filogovernativo, senatori sparsi e un console americano.

Il Ministro dell’Agricoltura non sapeva niente di quella riunione nelle sue stanze, anche perchè il suo partito era stato tenuto fuori dal gioco e lui era troppo impegnato a farsi fotografare a cavallo o mentre apre una magnum di spumante sul sito del ministero, utile idiota alla causa e buono giusto a portare i voti del NordEst produttivo.

– Ricapitoliamo: abbiamo la situazione ideale per cogliere due piccioni con una fava. Abbiamo la statuetta sul grugno del Presidente che ha riportato la concordia all’interno della maggioranza e ha mosso le acque evidenziando il cosiddetto “clima d’odio”.

Abbiamo un Presidente ormai indifendibile: guarda il culo alla moglie di Obama, se la spassa con el minorenni,, fa festini con le escort… Dobbiamo sempre cercare di stampellarlo con leggi fatte apposta per lui e i suoi amici e coprirlo sulle cazzate che fa. Non è più un cavallo vincente, è diventato una macchietta affascinante per qualche pensionata in menopausa e per qualche trafficone convinto di essere ancora negli anni Ottanta, quelli di DriveIn e di Milano 3.

Se ce lo togliamo dalle palle adesso avremmo le mani libere per una ventina di anni, possiamo fare quello che vogliamo: oscurare i siti internet con la scusa che distribuiscono a piene mani odio e rancore, vietare le manifestazioni perchè gli assembramenti di persone possono nascondere pazzi criminali, rendere diciamo più flessibili i contratti di lavoro, ristrutturare la scuola e la magistratura… inoltre avremmo un mito fondativo per la Quarta Repubblica, un’icona paterna ed evocativa da agitare a nostro uso e consumo, un martire della causa, un Che Guevara italiano e liberista, già colpito sei anni fa da un treppiedi per le macchine fotografiche, e quindi già scampato ad un attentato…

– Si ma come lo fai sparire?

– Bastano un paio di medici compiacenti e si dissimulano delle complicanze a seguito del colpo subito in Piazza Duomo, i particolari tecnici li lasciamo a chi ha maggiori competenze, l’importante è fare tutto durante queste feste: l’impatto sarebbe ancora più forte

– E cosa fai, lo fai uccidere davvero?

– Beh, non sarebbe quello il problema… – L’Uomo Dei Servizi si era svegliato dal torpore e fingeva di togliere delle briciole dalla giacca di ottimo tweed inglese.

– Ma no, ma no… – prese la parola il delegato della Benemerita, forte della collocazione autonoma dell’Arma nell’ambito del Ministero della Difesa – Non è difficile: lo imbarchiamo per una qualche isola dei Caraibi o in Sudamerica e gli facciamo trascorrere una pensione dorata… un po’ di plastica facciale, gli rasiamo a zero quei quattro capelli che gli sono rimasti e lo dotiamo di una nuova identità: lo abbiamo fatto per Delfo Zorzi e per altri, non è un problema.

– Beh, si potrebbe mandare in Costarica, ritroverebbe qualche amico suo che abbiamo nascosto da quelle parti dopo Mani Pulite: per qualcuno abbiamo utilizzato la stessa tattica fingendo decessi, sparizioni, arresti… – continuò l’Uomo Dei Servizi

– Furbi voi dei servizi, eh…

– Poi possiamo davvero fare quel cazzo che vogliamo, ridiamo un po’ di ordine a questo Paese.. già me la vedo: la Svolta Morale, un Patto di Unità Nazionale basato sulla concordia, la Riconciliazione… sullo sfondo il Premier che a quel punto sarà il fu Premier a giganteggiare: statue, piazze, benemerenze…

– Nel frattempo qualche legge speciale giusto per gradire, inchiodiamo le opposizioni con il vecchio adagio della “responsabilità” e tutti muti e in silenzio a onorare un grand’uomo e a riprenderci dallo shock.

– Da parte nostra possiamo pensare a una futura beatificazione, che non guasta mai: sarebbe un colpo ad effetto mica da ridere, chiuderebbe la bocca ad eventuali malelingue: l’abbiamo fatto con monsignor Stepinac per esempio…- il porporato giochicchiava con il pesante anello consegnatogli da papa Paolo VI.

– C’è da preparare i media all’evento, se decidiamo che il giochetto funziona serve preparare tutto entro breve, cercando di essere ognuno al proprio posto di battaglia e con i nervi ben saldi…

– A noi servono dalle trentasei alle quarantotto ore per i particolari tecnici, comprensivi di cartelle stampa, perizia medica, famigliari in lacrime, trasporto del Presidente in un posto sicuro in attesa della chirurgia plastica e altri dettagli – l’Uomo Dei Servizi poneva sul piatto un pacchetto completo

– Voglio vedere i giornalisti dei quotidiani e riviste che hanno sparso il seme dell’odio come faranno a scrollarsi di dosso il senso di colpa, ma soprattutto a riacquistare credibilità nei confronti dei cittadini… sospetto che nei prossimi mesi venderanno meno copie di un bollettino parrocchiale, con tutto il rispetto, Sua Eminenza.

– Si figuri… allora è deciso? Immoliamo l’Unto del Signore per il bene di tutti?

Momento di silenzio.

L’attimo era di quelli storici, spalancava una porta su una nuova era fatta di prosperità, unità, concordia ma soprattutto ordine.

Per la successione non c’erano problemi, sarebbe servito un periodo di reggenza piuttosto lungo senza elezioni per rimettere in sesto un Paese scosso ma con un nuovo eroe.

– E lui, il Presidente?

– Non c’è problema. Lui capirà.

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1 commento»

  fetz wrote @

C’è chi dice che la democrazia non è morta con l’avvento del Cavaliere, ma morirà con la sua morte.. In fondo un pirla che fa i suoi interessi demolendo tutto ciò che gli si para davanti è molto meno pericoloso di un successore che non deve demolire un cazzo e non deve salvarsi.. avrà tutto lo spazio di manovra per diventarè re!

molto carino il racconto, solo ho avuto un po’ l’impressione che i dialoghi fossero fatti per il lettore più che per gli interlocutori nella storia.

baci, keep it up!


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